Stimolazione transcranica a corrente diretta (transcranial Direct Current Stimulation – tDCS)

Che cos’è la neuromodulazione?

Con il termine di neuromodulazione si indicano tutte quelle tecniche di stimolazione che modificano l’attività dei circuiti cerebrali. Le tecniche di neuromodulazione, sperimentate e applicate nel contesto della medicina occidentale moderna, basata sulle evidenze scientifiche, sono oggi considerate uno strumento essenziale della medicina di precisione. Esse, infatti, permettono di modificare direttamente l’attività dei circuiti cerebrali responsabili di un disturbo in maniera molto più precisa di quanto non avvenga con i farmaci.

Che cos’è la tDCS?

È una tecnica di neuromodulazione non invasiva che utilizza una corrente elettrica di bassissima intensità (1-2 milliAmpere).

Come funziona?

La tDCS utilizza la corrente elettrica prodotta da un piccolo generatore. Questa corrente arriva a due elettrodi (due piccole spugne) applicati sulla testa e passa da un elettrodo all’altro. In tale passaggio la corrente influenza l’attività elettrica dei circuiti cerebrali che incontra nel suo tragitto.

È quindi una specie di elettroshock?

Assolutamente no. La tDCS, a differenza dell’elettroshock, è una tecnica di neuromodulazione non invasiva (non è dolorosa, non richiede anestesia, è assolutamente ben tollerata e non induce effetti collaterali rilevanti).

A cosa serve?

La tDCS è uno strumento terapeutico estremamente versatile. Variando l’area del cervello stimolata e la polarità degli elettrodi, possiamo infatti mettere a punto protocolli specifici per il trattamento dei diversi disturbi neuropsichiatrici. L’utilizzo nel mondo della tDCS è ormai routine in moltissimi centri e sono numerosissime e in continua crescita le pubblicazioni scientifiche su questa metodica. Si va dal trattamento dei disturbi del neurosviluppo nei bambini (autismo, ADHD, disturbi neuromotori etc.) ai disturbi più tipici dell’anziano (decadimento cognitivo, malattia di Parkinson, esiti di ictus etc.). Viene oggi utilizzata anche per il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo, per le dipendenze (da sostanze e comportamentali), per i disturbi del sonno, d’ansia e per la depressione.

Inoltre la tDCS viene oggi utilizzata anche per potenziare certe funzioni cerebrali in soggetti che non hanno disturbi neuropsichiatrici. Ad esempio la usano sportivi e musicisti per migliorare le loro performances. Infatti, stimolando le aree motorie e cognitive durante l’allenamento o lo studio di uno strumento, la tDCS facilita l’apprendimento motorio e cognitivo. Si pensi addirittura che oggi nel mondo dello sport agonistico si discute se si possa considerare la tDCS come doping.

Che cosa succede durante una seduta di tDCS?

La corrente erogata dalla tDCS sostanzialmente rende più eccitabili (o più reattivi) i neuroni dell’area stimolata. Pertanto se durante una seduta di stimolazione si attivano quei circuiti facendo degli esercizi specifici o svolgendo dei compiti particolari, quei circuiti saranno maggiormente in grado di attivarsi e di indurre fenomeni di neuroplasticità (ovvero fare nuove connessioni e generare nuovi neuroni).

Per capire questo fenomeno possiamo fare l’esempio degli stimolatori elettrici utilizzati per rendere più trofici i muscoli addominali. In questo caso il massimo effetto si ottiene se, contemporaneamente alla stimolazione elettrica, eseguo degli esercizi per contrarre i muscoli.

A livello pratico la seduta inizia facendo indossare al soggetto una cuffia in neoprene su cui sono stati posizionati gli elettrodi (due piccoli cerchi metallici contenuti all’interno di tasche spugnose). La seduta dura mediamente 20 minuti e durante la stimolazione vengono effettuati esercizi specifici per attivare le aree cerebrali su cui sono stati posizionati gli elettrodi.

Il trattamento è individualizzato, ovvero a seconda del problema da trattare vengono stimolate aree cerebrali diverse con protocolli specifici.

Quali sono gli effetti indesiderati e le controindicazioni?

La tDCS è un trattamento molto ben tollerato, nei primi secondi di trattamento si può avvertire un leggero prurito o bruciore, in corrispondenza degli elettrodi, ma tale sensazione si attenua rapidamente. L’effetto indesiderato più comune è l’arrossamento della cute nel punto in cui sono stati posizionati gli elettrodi, ma tale arrossamento tende a svanire rapidamente una volta conclusa la seduta. Non sono descritti nella letteratura mondiale effetti collaterali gravi comuni.

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