Ti è mai capitato di:

• Ricontrollare più volte di aver chiuso la porta di casa, il gas o l’acqua

• Avere dubbi su cose negative che potrebbero succedere e sentire il bisogno di una rassicurazione 

• Avere spesso paura di avere una o più malattie e cercare tramite internet o con il proprio medico rassicurazioni

• Provare disgusto nel toccare cose che consideri sporche e sentire il bisogno di lavarti le mani quanto prima

• Provare fastidio o ansia quando le cose non sono ordinate o simmetriche quanto dovrebbero

• Avere improvvisamente immagini intrusive paurose o disgustose in testa che generano ansia 

A moltissime persone capita, in periodi di stress ma anche in momenti di vita tranquilli, di avere in mente pensieri intrusivi e ricorrenti che generano un certo grado di ansia. Per queste persone è spesso facile riuscire a controllare i pensieri (trovando una rassicurazione o mettendo in atto un comportamento che riduce l’ansia) e una volta allontanati non tendono a ricomparire. Tali pensieri (intrusivi, ricorrenti e che generano disagio o ansia) sono chiamati in psichiatria ossessioni e i comportamenti o atti mentali messi in atto per ridurre l’ansia da essi generata sono chiamati compulsioni. Avere delle ossessioni e delle compulsioni non è di per sé un fenomeno patologico, al contrario, una grande fetta della popolazione generale ha nel corso della vita ossessioni e compulsioni. Quando però, ossessioni e compulsioni diventano sempre meno controllabili e iniziano ad occupare più di un’ora al giorno generando problemi nella vita quotidiana si parla di disturbo ossessivo-compulsivo. 

Che cos’è il disturbo ossessivo-compulsivo?

Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo del cervello che colpisce fino al 3% della popolazione mondiale. Tende ad esordire nell’età evolutiva ed ha un andamento tendenzialmente cronico. Oggi, grazie alle neuroscienze, sappiamo che le persone che soffrono di questo disturbo hanno uno squilibrio in alcuni circuiti cerebrali. In particolare sembrerebbe esserci un ipofunzionamento dei circuiti così detti del controllo inibitorio (ovvero quei circuiti che permettono di controllare pensieri e azioni) e un iperattività di una serie di circuiti che mettono in connessione i nuclei della base (delle strutture profonde del cervello) con alcune aree della corteccia frontale (la parte più evoluta del nostro cervello). 

Qual è la causa del disturbo ossessivo-compulsivo?

Sebbene non si conoscano le cause esatte, oggi si pensa che esistano molti fattori che possano portare a sviluppare un disturbo ossessivo-compulsivo. Un ruolo importante lo gioca sicuramente la genetica (avere un familiare con disturbo ossessivo aumenta il rischio di poterlo sviluppare), ma anche fattori ambientali sembrano avere un peso rilevante. Ad esempio, nell’ultimo decennio è emerso sempre di più come fattori autoimmunitari legati a infezioni batteriche e di altri microrganismi possano essere correlate all’insorgenza del disturbo. Inoltre sempre maggiori studi mostrano che i pazienti con disturbo ossessivo hanno uno stato infiammatorio a livello cerebrale.

A cosa si associa il disturbo ossessivo compulsivo?

Il disturbo ossessivo è molto eterogeneo. Da un lato il contenuto delle ossessioni e delle compulsioni può essere molto diverso da una persona all’altra e non di rado può avere anche contenuti molto bizzarri. Dall’altro lato spesso il disturbo ossessivo si presenta in associazione ad altri disturbi. Ad esempio vi sono disturbi ossessivi associati alla presenza di TIC (movimenti muscolari involontari che spesso sono presenti già nell’infanzia) o a disturbi dell’umore, disturbi d’ansia o disturbi alimentari. Un disturbo ossessivo associato a TIC o un disturbo ossessivo associato a sbalzi d’umore spesso richiedono trattamenti anche molto diversi tra loro e pertanto è importante riconoscere il tipo di disturbo ossessivo che ci si trova a fronteggiare.

Come si cura il disturbo ossessivo-compulsivo?

Il disturbo ossessivo è un disturbo complesso e non facile da curare. Tuttavia, la buona notizia, è che oggi esistono molti approcci terapeutici di comprovata efficacia che è possibile mettere in campo per curare il disturbo. Gli interventi spaziano da semplici interventi sullo stile di vita (ad esempio fare attività fisica aerobica) a interventi molto più complessi e che in alcuni casi necessitano persino di interventi neruochirurgici. La scelta tra tale ventaglio di opzioni dipende dal tipo specifico di disturbo, dalla gravità del disturbo e dalle eventuali comorbidità associate. In prima linea c’è la terapia farmacologia e la psicoterapia cognitivo-comportamentale (tecniche di esposizione e prevenzione della risposta). Tali approcci risultano efficaci da soli o in combinazione in circa la metà dei pazienti affetti da disturbo ossessivo-compulsivo. Per quel 50% di pazienti che non hanno un miglioramento soddisfacente con questi due approcci esistono oggi molte opzioni sia farmacologiche che non farmacologiche. Tra quelle non farmacologiche hanno acquisito negli ultimi anni sempre più rilievo le tecniche di neuromodulazione non invasive (come la stimolazione transcranica a corrente diretta o la stimolazione magnetica transcranica). Per i casi refrattari ad ogni terapia si utilizzano oggi anche tecniche di neuromodulazione invasive, come la stimolazione cerebrale profonda (in inglese Deep Brain Stimulation, DBS), che, necessitando di un intervento chirurgico, viene riservata a casi estremamente gravi e refrattari a tutti gli altri trattamenti ad oggi considerati efficaci secondo le migliori evidenze scientifiche. 

Perché è importante curare il disturbo ossessivo e perché bisogna intervenire quanto prima?

Curare il disturbo ossessivo è essenziale in primo luogo perché è un disturbo tendenzialmente cronico e in secondo luogo perché più tempo si aspetta a curare il disturbo ossessivo e più sarà difficile curarlo.  Infatti negli ultimi anni molti studi hanno dimostrato che la durata di malattia in cui non si è tratto il disturbo si correla con la resistenza al trattamento. 

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